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Anchovi

By Noemi Soloperto

November 30, 2020

ItaEng

From Seoul straight to your heart.

The sweet words written by the designer Kwun Hyuk are not enough to recount Anchovi, his brand. It’s essential to fully plunge into a Korean vintage market and letting oneself go, smelling its fragrances and fantasizing about passers-by stories.

Kwun releases his creative nostalgia in Anchovi clothes with the aim of stimulating a sensorial connection with fond memories of bygone days: he mixes perfumes and childhood props to remind others of their youth in an amusing way. The Walkman example clearly explains the brand’s philosophy: the cassette player, by now obsolete and superseded by newer technologies, was an object used by many of us; now, elements kept alive in collective memory are employed in various projects of different kinds, to help people relate with those days.

The brand’s name, likewise, is an astral journey through the designer’s own childhood memories: “I don’t like taking things seriously, it’s what happened when I choose the name”. Such a crazy dream has led Kwun to the time when he was a kid and used to eat many anchovies with his parents to keep himself healthy.

Adolescence reminiscences merge with cues from vintage movies, reinterpreted with an Asian sensibility: Bernardo Bertolucci’s “The last emperor” is, indeed, the cornerstone of the latest collection, SS21, available for preorder since a few days. Kwun’s refined Korean mind has objectively studied the movie’s understanding of Chinese modernization, connecting with it and thoroughly expressing its stylistic canons on the ADV editorial, in which he recreates an Oriental atmosphere through objects and accessories purchased in Korean markets.

Anchovi is an archive of life, for both who creates it and who wears it.

Anchovi on Web – Anchovi on Instagram 

Written by Noemi Soloperto

Translated by Lorenzo Montefinese

Anchovi

Di Noemi Soloperto

30 novembre 2020

ItaEng

Da Seul direttamente al tuo cuore.

Per raccontare Anchovi non basta riportare le dolci parole che Kwun Hyuk, designer del brand, scrive per spiegare il suo progetto. E' necessario immergersi totalmente in un mercatino vintage coreano e lasciarsi andare, odorarne le fragranze ed immaginare le storie dei passanti.

La nostalgia creativa di Kwun è riversata negli abiti di Anchovi con l’obiettivo di suscitare un collegamento sensoriale con i bei ricordi dei giorni passati: mescola profumi ed oggetti di scena d’infanzia per rammentare agli altri la loro giovinezza in maniera divertente. L’esempio del Walkman, esposto da Kwun, ė una chiara spiegazione della filosofia del brand: il riproduttore di cassette, ormai in disuso perché superato dalle nuove tecnologie, è stato un oggetto utilizzato dalla maggior parte delle persone; ora gli elementi che esistono nella memoria collettiva vengono impiegati in progetti, diversi e di vario tipo, per aiutare le persone a relazionarsi a quei giorni.

Il nome del brand (“Anchovy” in italiano “acciughe” n.d.r.), allo stesso modo, è un viaggio astrale nelle memorie d’infanzia del designer: “Non mi piace prendere le cose sul serio, è quello che è successo quando ho deciso il nome.” Questo matto viaggio ha portato Kwun a quando era bambino e mangiava molte acciughe assieme ai suoi genitori per rimanere in salute.

Le reminiscenze dell’adolescenza sono mischiate a spunti di film vintage reinterpretati con sensibilità asiatica: “L’ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci è il caposaldo dell’ultima collezione SS21, in pre-order da pochi giorni. La raffinata mente coreana ne ha studiato in modo oggettivo la comprensione della modernizzazione cinese, entrandone in sintonia ed esprimendone a pieno i canoni stilistici nell’editoriale ADV, ricreando un'atmosfera orientale mediante oggetti ed accessori acquistati nei mercatini coreani.

Anchovi è un archivio di vita, sia per chi lo crea, sia per chi lo indossa.

Anchovi sul Web – Anchovi su Instagram 

Testo Noemi Soloperto