Martina Peron

Di Marta Di Natale 

30 dicembre 2020

Il percorso sociale di “MA”, collezione creata dalla designer Martina Peron, nasce per essere una congiunzione tra mondi che convivono.

A Martina Peron la moda scorre nelle vene, disegna abiti sin da piccola e si definisce un’artista. Negli anni ha sviluppato una personale visione stilistica: una creatività rapsodica indirizzata alla ricerca dell’estetica del reale, in cui arte e società sono rappresentate pure e senza filtri in chiave sperimentale.

La collezione è un vero e proprio rigurgito artistico, nonché il risultato di tre mondi separati che coesistono.

Società. Disagio. Espressionismo.

La società, moralista e perbenista, finge di non vedere e ignora i disagi che dilagano nelle strade.

La prostituzione, la droga, i disagi economici e quelli mentali. 

Grazie all’arte dell’espressionismo l’uomo ritrova sé stesso, liberandosi dalla schiavitù della sfera sociale.

In “MA” si possono scorgere le influenze e le analogie con alcune correnti artistiche: l’espressionismo tedesco di Egon Schiele e Ernst Ludwig Kirchner, l’impressionismo di Henri de Toulouse-Lautrec, l’espressionismo astratto di Mark Rothko, il nuovo espressionismo di Piero Ruggeri.

Ciò che accomuna questi personaggi è l’utilizzo dell’arte come strumento di denuncia sociale, descrivendo il disagio reale presente nei meandri più bassi della società in modo crudo e schietto, quasi scandalistico.

La designer della moda sociale ricrea il concetto di malessere attraverso l’uso dei colori, ora disturbanti ora simbolici, come il giallo, l’arancione, il verde acido, il rosso, il rosa sbiadito, il nero cupo.

L’arte e la moda diventano una denuncia e servono per liberarsi dai drammi sociali.

Testo di Marta Di Natale 

Martina Peron su IG

Foto Daniele Schiavello

Model Nicholas Flamminio