TONICASUALI

Di Martina Albergo

19 gennaio 2021

A volte è ingiusto che si utilizzino parole per parlare di fotografie. 

(Non sono l’unica a pensarla così, lo sosteneva anche Roland Barthes nel suo saggio “L’ovvio e l’ottuso” del 1966).

Come in questo caso, è meglio lasciarsi trasportare dalla successione di colori, luoghi, persone, immortalate in un attimo che vale per sempre da Pablo Panebianco.

Nato e cresciuto in Puglia. Scatta in analogico, nel formato piccolo. Non gli piace che lo si definisca un fotografo. Per Pablo, scattare foto è un impulso primordiale come mangiare, dormire, scopare.Ogni foto è pensata, o meglio sentita, come parte di un qualcosa che non finisce nella foto stessa. Ogni foto ha il suo senso in quella successiva. 

Pablo studia editoria all’Isia di Urbino e sarà bellissimo quando pubblicherà  un suo libro di fotografie.

A Pablo piace:

la pizza, il sushi, bere a zonzo con gli amici, le ragazze alte e snelle, il cinema coreano, i film d’animazione di Miyazaki, la Peroni sul mare al tramonto, guidare verso nuove avventure, le nuvole, le camicie da portare rigorosamente sbottonate almeno fino al terzo bottone, la panna montata, i fiori.

A Pablo non piace:

la fretta, i legumi, chi parla troppo, i luoghi troppo affollati, i luoghi poco affollati, il tono di voce alto, chi parla troppo piano.




“Non mi reputo un fotografo, bensì mi piace lavorare con la fotografia. Spesso mi manca la pazienza per pensare, per sistemare un treppiedi, (anche perché non ne posseggo uno) e aspettare la luce giusta, quindi compongo e premo il grilletto, ovunque io mi trovi senza troppe questioni. Non mi piace stare fermo e non mi piace aspettare (mi sento invecchiare),  perciò deambulo, spesso in compagnia, e per 1/125 di secondo mi isolo, compongo e premo il grilletto.

Mi piace comporre le fotografie l’una con l’altra. La pratica fotografica non è separata dalla mia vita ordinaria, coincidono, una sta nell’altra e viceversa. Questo è l’aspetto fondamentale dell’atteggiamento con cui opero, o almeno credo.

Scattare foto mi emoziona, mi piace tutto ciò che è legato alla fotografia e il tempo scorre diversamente quando edito”.



Nel totale rispetto del lavoro di Pablo, si è ritenuto necessario aggiungere nulla più che qualche postilla per conoscere meglio chi sta dietro l’obiettivo.

Lasciate che sia la vostra immaginazione a parlare, mentre scorrete le sue foto.

Tonicasuali su IG

Testo di Martina Albergo