EMAILING WITH ADELASIA

Di Noemi Soloperto

22 gennaio 2021

Adelasia è un’artista tout court, ha pubblicato da poco il suo disco d’esordio 2021 e da qualche giorno un suo featuring  è online su tutte le piattaforme digitali. È alta, ha i capelli castani a caschetto, comunica su Instagram attraverso selfie storie in cui sorride sempre.

La sua musica è un viaggio dentro di sé, anche per chi l’ascolta. 

Abbiamo scambiato delle e-mail: la conversazione, non unilaterale, ci ha permesso di conoscerci meglio e di riflettere lucidamente sulla nostra generazione, di parlare della musica e di quanto questa possa essere una salvezza nei momenti di difficoltà – non è una frase fatta -.

NOEMI: Ciao Adelasia! Come stai? È una domanda per alcuni versi banale, ma è stato un periodo che ha messo a dura prova un po’ tutti.

ADELASIA: È sempre un po’ delicato rispondere a questa domanda: ho paura di risultare superficiale o individualista perché, se da una parte io sento di stare bene, sento che è stato un anno importante per la mia vita, un anno di crescita, di cambiamento, dall’altra sono perfettamente consapevole che per molti è stato un anno infernale e che io sia stata fortunata. Forse questa è la chiave per rispondere alla tua domanda: dire che sto bene e riconoscere che di questi tempi è un privilegio. Non so. Passo la parola a te, tu come stai? Questo 2020 lo butti nel cestino tutto intero o salvi qualcosa?

NOEMI: Beh…è stato un anno complesso. Come ogni momento di transizione, valuterò tra qualche anno se il 2020 è totalmente da buttare nel cestino. Al momento ti dico di sì. Tu quest’anno hai compiuto 25 anni: hai un nome meraviglioso con cui non hai sempre avuto un buon rapporto e vivi nella Città Eterna, le tue origini, dopo aver abitato quasi per un ventennio in Toscana. Due città, Lucca e Roma, piene di cultura e storia: l’arte influisce nella tua musica? So che studi Storia dell’arte e che tuo padre è un pittore.

ADELASIA: Sono nata in una famiglia di artisti (come dicevi mio padre è pittore, poi mia madre è scrittrice, così come mia nonna e mio zio, poi in famiglia ci sono musicisti, fotografi e chi più ne ha più ne metta) e questo mi ha abituata ad avere un rapporto diretto con il Bello. Fin da bambina i miei genitori mi hanno insegnato ad apprezzare le cose belle, a notarle, a discuterne. Credo che questo influenzi la mia musica e abbia influenzato la scelta di studiare storia dell’arte. (Sono pure bilancia, quindi sono un’ossessiva compulsiva della bellezza). Tu che segno sei? Che valere ha la bellezza nella tua vita?

NOEMI: La bellezza nella mia vita ha sempre avuto una grande rilevanza, soprattutto nel mio approccio alle cose e nel mio modo di pensare, sin da bambina. C’entro davvero poco con la mia famiglia, io sono quella “strana”. Loro sono certamente più inquadrati, però penso che mi abbiano trasmesso loro questo approccio al bello astratto, alle riflessioni giuste.  Il mio segno zodiacale, il cancro, credo abbia poche implicazioni con il mio approccio al bello; sono sicura, invece, che la mia disastrosa e greve lunaticità sia data da quello. Parliamo della tua musica: ti ho conosciuta grazie al tuo singolo Controcorrente. Una canzone che ha segnato un periodo preciso della mia vita. L’ho ascoltata davvero tutti i giorni in loop, difatti il mio Spotify ti ha menzionata come “Nuova scoperta più ascoltata nel 2020”. Mi sono ritrovata in quei versi, mi hanno dato la forza di non fermarmi e continuare, nonostante tutto, sulla mia strada. Spero sia stato così anche per gli altri ascoltatori. La canzone rispecchia la coscienza collettiva della nostra generazione in una situazione difficile, ora per di più aggravata della pandemia: Controcorrente può essere definita “amuleto”? Per me lo è.

 

ADELASIA: Innanzitutto grazie perché quando ho scritto Controcorrente l’ho scritta sognando che aiutasse qualcun’altro oltre me e sono fiera e felice di esserci riuscita. Se per te è un amuleto allora vuol dire che lo è.

Vorrei chiederti: qual è il giorno perfetto per ascoltare Controcorrente? Dove la ascolti, quando, perché? È estate o inverno? È sera o mattina?

Mi incuriosisce.

NOEMI: Controcorrente è una canzone da ascoltare tutte le mattine, che sia estate o inverno, ancor ‘prima del caffè. Penso sia la carica giusta per affrontare la giornata, gli impegni ed i problemi. Si può ascoltare in cucina mentre si prepara la colazione – è importante che ci sia una piccola pianta verde -; oppure in bagno durante la doccia e la beauty routine (questo mi è capitato spesso). Tu canti in modo da esorcizzare le incertezze: quale consiglio ci daresti (a me e a te)? Quale consiglio daresti ai coetanei che in questo momento stanno cercando il proprio posto nel mondo?

ADELSIA: Chi l’ha detto che il nostro posto nel mondo è uno solo? Secondo me possiamo essere tante cose in una sola vita, non voglio credere che esista un posto e che quel posto debba essere per sempre. La vita è piena di risorse, il mondo è pieno di imprevisti, lasciamoci trasportare dalla corrente, ad un certo punto ci porta per forza ad una riva. Sottolineo che questo consiglio lo do anche a me: la mattina mi sveglio presto e non riesco più ad addormentarmi perché comincio a pensare che ho 25 anni e non ho concluso niente. Tu a che punto della vita sei? Hai trovato un po’ di quiete? Che consiglio daresti tu?

NOEMI: Al momento mi lascio trasportare dalla corrente, come hai detto tu, sicuramente da qualche parte mi porterà. È un momento della mia vita molto calmo, ritornando alla metafora della corrente è come se facessi il “morto a galla” nel mare, non c’è frenesia, ma c’è tanto rumore. Le onde, la pressione dell’acqua. Trovo che non sia giusto dire che non hai concluso niente: hai inciso un disco, era sicuramente un tuo sogno o un tuo obiettivo. Consiglio a noi, a me, a te e alla nostra generazione, di avere sempre negli occhi la stessa luce di stupore, quella di quando guardi una cosa che ti emoziona, quella di quando cominci un nuovo tanto desiderato percorso.

Per quanto riguarda l’estetica, il concept e l’immagine del videoclip di Controcorrente mi sono piaciuti tanto e mi hanno avvicinata di più al senso complessivo: ti rivedi più nello stivaletto rosso in vinile o nelle sneakers bianche consumate?

ADELSIA: Sneakers consumate per ora, ma mi sento che potrei cambiare e diventare lo stivaletto rosso da un momento all’altro. Io invece ti immagino stivaletto rosso, sbaglio?

NOEMI: Entrambe. Contemporaneamente. Invece, tu hai affermato di ascoltare molte cantanti, italiane poche. Queste sono per te un’ispirazione di stile? E musicale?

ADELASIA: Ci sono delle cantautrici che io amo (Adrianne Lenker, Soko, Angèle, Olivia Merilahti) e che sono le mie muse, sogno di essere come loro: di saper cantare come loro, suonare come loro, vestirmi come loro. Mi aiuta molto.

 

NOEMI: Qual è il rapporto tra la tua estetica personale, per alcuni versi privata, l’arte e l’estetica della tua musica?

ADELASIA: È un casino, un continuo conflitto. Vorrei riuscire a dare coerenza a tutto ma è difficile. Tu sai come aiutarmi?

NOEMI: Secondo me è necessario essere sempre come si è davvero: quando io sono in crisi o indecisa per qualcosa, capita spesse volte – anche per Puke -, mi ripeto come fosse un mantra: “Cosa sceglierei per Noemi?”. La risposta sicuramente ti porterà ad avere meno conflitti. Ad esempio, se questa conversazione fosse una tua canzone di cosa parlerebbe?

ADELASIA: Parlerebbe di una passeggiata in un prato con i fiori di campo a primavera. Che ne pensi? 

NOEMI: Ho un animo malinconico e quindi autunnale. Ma credo che una passeggiata a primavera sarebbe perfetta per riportare un po’ di freschezza dopo questo periodo. In quale posto la comporresti?

ADELASIA: La comporrei in camera perché compongo solo qui.

NOEMI: Il tuo rapporto con Sbaglio dischi, etichetta discografica con cui hai pubblicato il tuo album d’esordio 2021, è molto affiatato: quali sono i vostri progetti per il futuro? Pensi che siano un tassello fondamentale della tua crescita artistica?

ADELASIA: Senza di loro io non esisterei in quanto Adelasia. A loro devo tutto quello che sono ora. Ci sono delle persone che se tu non avessi incontrato, tutto sarebbe completamente diverso?

NOEMI: Sì, chi mi ha detto di mettere in pratica le mie idee, i ragazzi di Puke.

Una domanda che non ti hanno mai fatto, ma che vorresti ti avessero fatto.

ADELASIA: Pensi di voler fare musica per sempre? Vorrei che mi facessero questa domanda perché non saprei cosa rispondere.

NOEMI: La farai per sempre.

ADELASIA: Domande stupide e un po’ ego riferite ma ne approfitto: perché hai scelto di fare questa intervista a me? Il mio modo di comunicare sui social ti infastidisce? Hai dei consigli da darmi di qualsiasi tipo?

NOEMI: Grazie per avermi rivolto queste belle domande! Ho deciso di fare questa intervista a te perché quando ho ascoltato Controcorrente per la prima volta ho capito che ci fosse una specie connessione: continuo a pensarlo. Sei una brava comunicatrice, sia attraverso le tue canzoni, sia attraverso i social: l’immagine che rifletti nei tuoi versi e nelle storie è un’immagine pura e senza filtri, un lusso che al girono d’oggi non tutti possono permettersi. Sei vera.

Il mio consiglio per te riguarda il tuo rapporto con il tempo e se dovessi farti un regalo ti regalerei una grossa clessidra: non guardarti mai alle spalle, guarda sempre la prospettiva e sii lungimirante nelle tue scelte. Gli obbiettivi che ti sei posta li raggiungerai quando sarà il momento giusto, ognuno ha il proprio tempo. Ricordati, inoltre, di non prendere mai decisioni importanti in periodi di guerra.

Siamo forse una generazione controcorrente?

Adelasia sul WEB –  su Spotify – su IG

Testo di Noemi Soloperto 

Fotografia di Niccolò Barca