Carni Mobili

Di Giovanna D’Apuzzo 

2 febbraio 2021

Carni Mobili è un progetto delle stylist Caterina Ceciliani e Martina Frattoloni, capace di dare vita nuova ad oggetti di modernariato, customizzandoli con fotografie dagli scenari intimi.

È nato da un’idea di Martina – appassionata di oggetti di modernariato – che un giorno ha deciso di applicare un’immagine su un tavolino.

Citando le parole delle creatrici è possibile definire il progetto come: “un racconto che si fa concreto grazie alla fusione di immaginari intimi ed oggetti d’altri tempi. Un insieme di situazioni emotive e decontestualizzate che si fanno presenti nello spazio. Gli scenari sono privati. La visione femminile non rimane intrappolata, ma prende vita e sussurrando ci riporta a storie che si svelano tra il ricordo e l’immaginazione.”

L’estetica è riconoscibile e definita dall’immaginario delicato di fotogrfie di corpi femminili, realizzate con la loro direzione creativa e assieme a fotografi come Chiara Pellegrini. L’immaginario estetico è il risultato spontaneo del gusto di Caterina e Martina, che curano gli aspetti creativi e quelli relativi alla produzione e alla vendita. Ciò che lega i molteplici universi del progetto è la visione comune che le creatrici hanno del design e della fotogrfia.

Creare immagini “intime” è fondamentale perché l’oggetto vive in uno spazio domestico “intimo”. Gli oggetti creati sono carichi di valenza poetica e suggeriscono le proprie storie ed esperienze passate.

Il nome stesso è composto da parole di universi lontani: “carni” rappresenta le fotografie; “mobili” gli oggetti. Così come il nome è capace di alludere a una nuova atmosfera, anche gli oggetti di modernariato e gli scenari femminili intimi – mondi apparentemente scollegati – riescono a creare un nuovo contesto.

La ricerca dei prodotti avviene ad ogni nuova richiesta della clientela, che può modificarli attingendo al catalogo fotografico di Carni Mobili, oppure diventandone protagonista posando per loro e venendo coinvolto a pieno nel processo creativo. Si tratta di un work in progress che viene sviluppato assieme a chi lo commissiona. È importante notare come gli oggetti lavorati non vengano mai snaturati, dipinti o fortemente mordicati; si tratta di oggetti ricercati con cura e che appartengono ai decenni compresi tra gli anni ’50 e agli anni ’80.

Oltre al fattore estetico i mobili devono possedere caratteristiche materiali che li rendano adatti alle lavorazioni. La sperimentazione dei diversi processi produttivi – come la stampa su plexiglass, fino a quella applicata sulla parte inferiore del vetro – è stata affinata grazie all’istruzione tecnica e al confronto con persone competenti del settore, come grafici e vetrai.

Durante la pandemia è nata una capsule di piccola oggettistica con drop mensili, costituita da pezzi collezionati nel tempo. La piccola oggettistica – meno impegnativa rispetto alla produzione di oggetti dalle dimensioni più considerevoli – permette di esplicitare l’estetica di Carni Mobili con semplicità. Per la produzione di questa nuova capsule sono state cruciali la selezione della resina e della carta più adatta su cui stampare le foto, che fosse resistente al calore della colla. Da settembre è nata anche la collaborazione con la galleria d’arte Contemporary Cluster di Roma, che ha arredato il bar interno con i loro coffee table.

“Selezioniamo Mobili e oggetti d’altri tempi rendendoli pezzi unici in un progetto che unisce ricerca, fotografia e design.

Carni Mobili su IG – su Depop 

Fotografia di Chiara Pellegrini 

Testo di Giovanna D’Apuzzo