GENTILE

Di Marta Di Natale

12 febbraio 2021

Gioacchino Gentile è un fashion designer pugliese con una forte passione verso la moda, il bello e il vintage. Il brand Gentile nasce nel settembre del 2020 dal risultato della creazione di una pagina Instagram dove si dilettava a pubblicare contenuti visivi fashion.

– Hai subito riscontrato grande successo e l’interesse di chi ti segue, ampliando sempre di più il tuo pubblico fino ad arrivare qui da noi di Puke. In che modo hai deciso di raccontare la tua estetica attraverso le tue creazioni?

G: Ho sempre sentito l’esigenza di esprimere il mio mondo interiore, di raccontarmi. Realizzo abiti da quando avevo 13 anni, è diventato nel tempo il mezzo tramite cui condivido la mia sensibilità, attraverso cui farmi conoscere. Terminati gli studi in fashion design ho deciso di mostrare il mio immaginario attraverso un brand. “Gentile” è il mio diario, una raccolta di ricordi e sogni, espressione del mio passato e del mio quotidiano. 

– Se potessi decidere unicamente tre materiali con cui creare i tuoi capi, quali sceglieresti e perché.

G: Se dovessi scegliere tre materiali sarebbero un velluto, uno chiffon e uno jacquard rigorosamente floreale. Il velluto con i suoi giochi di luce e la sua morbidezza, lo chiffon con la sua trasparenza e con la sua leggerezza, nella loro essenza raccontano due facce della femminilità. Gli jacquard a fantasia floreale, in particolar modo quelli da tappezzeria, rappresentano a pieno la mia estetica retrò.

– Il tuo è un brand in cui ogni capo, curato e realizzato interamente a mano, ha una storia propria, raccontata attraverso la ricerca di materiali dead stock e scampoli di tessuto, una costante nei tuoi pezzi. Sono molto curiosa di sapere da dove nasce il tuo amore per il vintage e per gli anni ’60, ’70 e ’80. Come riesci a farli rivivere attraverso i tuoi capi couture?

G: Sono cresciuto a casa dei miei nonni, la stessa casa in cui è cresciuta mia madre: arredamento tipicamente ’70 e ricordi di famiglia hanno influenzato la mia immaginazione. Per anni ho ascoltato e riascoltato i racconti nascosti dietro ogni singola fotografia, canzone, film. Ricordo persino gli aneddoti riguardanti tutti i completi eleganti di mio nonno. Pensare che un capo di abbigliamento sia anche un contenitore di memorie, di emozioni, rende il lavoro di designer ancora più speciale. Quando ho scelto di avviare “Gentile” volevo creare dei capi unici e carichi di significato, perciò ho cominciato a lavorare con capi vintage e materiali dead stock: ogni capo ha così una propria storia, riporta in vita un’epoca passata, si carica di un nuovo significato. 

– Sei un designer giovanissimo (23 anni) con un background nel mondo della moda, durante il tuo percorso di studi in fashion design alla Naba hai avuto modo di studiare, conoscere e approfondire la vita, le opere e i pensieri di grandi nomi appartenenti a quel mondo. Chi ti ha influenzato maggiormente nella creazione della tua brand identity?

G: Il mondo della Haute Couture mi ha sempre affascinato. Valentino Garavani e Yves Saint Laurent hanno sicuramente influenzato il mio modo di raccontare la femminilità.

Negli anni universitari, invece, ho scoperto una grande affinità con la visione di Miuccia Prada e la sua estetica “ugly-chic”, con il suo modo di reinterpretare la moda borghese.

– Da pochissimo è uscita la tua prima collezione, Romantica, preceduta da due capsule collection – Nostalgia italiana e La Bambola – in cosa si discostano l’una dall’altra?

G: “Nostalgia italiana” è stata la mia prima capsule, il primo dialogo con me stesso, sul mio essere nostalgico: le mie radici, le mie reference musicali e cinematografiche racchiusi in 6 look. “La bambola” è stato il mio primo approccio alla moda sostenibile. La storia dietro questa seconda capsule è nata da una quarantena a casa dei nonni in Puglia.

– Adesso parliamo di Romantica. Da dove nasce e cosa ne ha influenzato la realizzazione? 

G: “Romantica” è la mia prima collezione, nella quale ho scelto di raccontarmi a 360°, senza limiti e senza filtri. Ho cercato di raccontare il  mio modo di vedere il mondo. 

Sono sempre stato estremamente romantico e sognatore, nella mia estetica come nella mia vita privata, perciò questa collezione si propone come una storia d’amore senza tempo, un amore nei confronti dell’amore stesso. Romantica è la storia di chi non vuole rinunciare al suo romanticismo nel quotidiano.

-Ho avuto la fortuna di vedere il lookbook di Romantica in anteprima e non posso negare di aver provato una sorta di nostalgia mista a sogno ad ogni scatto, tutto era perfetto e bilanciato e avevo quasi voglia di innamorarmi.

Ad ogni look hai dato un nome proprio femminile, ad esempio Liliana, Charlotte ed Erika. Chi sono queste donne, da dove vengono e in che modo impersonano “Romantica”?

G: Questa collezione racchiude diverse donne che hanno influenzato la mia idea di romanticismo. Ogni nome è legato ad una persona che mi ha mostrato il suo modo di vivere l’amore. Cominciando da personaggi interpretati da Monica Vitti per arrivare a mia madre, di questi 12 look ciascuno porta con sé la propria storia

– Romantica non ha filtri, non ha confini, è una storia d’amore rivoluzionaria nata in un momento storico delicato. L’aver realizzato la collezione in questo contesto ne ha in qualche modo influenzato la creazione?

G: Il periodo storico che stiamo vivendo è sicuramente il motivo principale per cui è nata questa collezione. L’alternarsi di isolamento e distanziamento sociale hanno influito molto sulla mia creatività. “Romantica” è nata dall’esigenza di continuare a sognare in un momento difficile come questo. 

Gentile su IG

Foto di Francesca Moscino

Styling di Marco Costa 

Testo di Marta Di Natale