EMAILING WITH NAVIGLIO MILANO

Di Noemi Soloperto

30 marzo 2021

Naviglio Milano è uno dei più promettenti brand di outwear sul mercato: sartoriali e Made in Italy, i capispalla disegnati da Alessio Aramini sono un onirico ricordo dell’infanzia e dei nonni. Un poetico film di Jean-Luc Godard. L’irriverente desiderio di un bambino prodigio. 

Ho scambiato alcune e-mail con Alessio, indagando sul suo mondo, dalla vita da fashion buyer a quella da fashion designer; ad accomunare queste due facce della medaglia c’è Milano, il posto più chic e underground contemporaneamente a cui affidare sogni e segreti.

– Ciao Alessio, Naviglio Milano è il tuo brand di capi spalla agender: raccontaci la tua poesia.

Ciao Noemi, Naviglio Milano è nato circa un anno fa. In realtà l’idea di creare un mio brand di capispalla risale a quando ero un teenager che invece di andare nei negozi per acquistare grandi firme preferiva un sarto, il Sig. Fallai, che confezionava giacche e cappotti su misura. Forse per non essere una copia degli altri.
Poi, qualche tempo fa ho avuto la possibilità di buttarmi in questa
“scommessa” e ci ho provato. Spero che possa diventare presto il mio lavoro principale. Se parliamo di poesia, ti racconto che sono quasi tutti cappotti trovati nell’armadio di mio nonno o del mio babbo e reinterpretati poi da me. Ogni volta mi riportano con la mente al passato e penso sia una di quelle cose belle da conservare.

– Perché l’ implicazione con il capoluogo lombardo? E poi, perché Naviglio e non Piazzale Lodi Milano?

Mi è bastato poco per dare un nome al mio brand. Ho sempre desiderato vivere a Milano, era il mio sogno americano, ma molto più vicino a casa. La prima volta che ho messo piede in questa città avevo 17 anni e dovevo andare a vedere un concerto degli Oasis. Mi ospitò un mio caro amico proprio sul Naviglio e da lì cercai subito casa in quella zona. Ci ho vissuto per anni: mi è sembrato doveroso omaggiarlo

– Sei anche un buyer. Come definiresti il tuo percorso da fashion designer a fashion buyer? Meglio l’uno o l’altro? Rimane tra noi: da piccolo sognavi di selezionare Prada, di disegnare vestiti o di giocare a calcio nella Juventus?

Si, sono anche Buyer da 7 anni ed è stato un percorso sicuramente moltob bello e stimolante; mi ha aiutato a conoscere molte persone e capire meglio il mondo della moda. Diciamo che mi sta anche aiutando nel mio percorso come Designer dato che vedo praticamente tutte le collezioni e anche con molto anticipo rispetto ai consumatori, quindi posso prendere spunto da chi la moda la fa “sul serio” e renderla accessibile anche ai più. In realtà da piccolo sognavo di giocare nella Juventus ma anche di disegnare vestiti, quindi chissà…magari un giorno riuscirò a creare proprio una capsule per la Juventus. Sarebbe perfetto direi!

– Pensi che in qualche modo il mercato abbia subito dei cambiamenti a seguito delle grandi “catastrofi”, dal fast fashion alla pandemia?

Penso che il mercato abbia subito molti cambiamenti durante questo anno di pandemia. All’inizio pensavo che fosse quasi la “morte” per i negozi fisici, ma invece la voglia di uscire e di normalità ha fatto sì che alcuni negozi di periferia, dove il turismo sicuramente non ha contribuito, abbiano registrato record di incassi. Questo non vuol dire che l’online non prenderà il sopravvento ma è sicuramente un segnale che almeno in Italia c’è chi ama ancora lo shopping. Per quanto riguarda il fast fashion che negli ultimi anni ha avuto il dominio, credo che avrà dei problemi almeno negli stores fisici. In Asia addirittura catene come Zara chiuderanno, quindi vediamo come questa pandemia cambierà la moda. Io forse ci spero un pò che finalmente qualcosa cambi e torni nei limiti senza tutta questa lotta contro il tempo.

– Naviglio Milano dove si posiziona rispetto a questa riflessione?

Naviglio Milano in tutto questo si dissocia un po’ da quello che si può definire attuale. Al momento sto facendo le cose con calma per cercare di farle bene, quindi ancora farò uscire le collezioni solo per le stagioni invernali, anche se ho già molte cose in mente per l’estivo.

– Quanto ti rifletti in quello che crei?

Se mi rispecchio in quello che creo? io sono quello che creo. Come ti ho scritto nelle prime righe ho sempre avuto il desiderio di non essere uguale agli altri, e con NAVIGLIO MILANO sto cercando di fare lo stesso.

– Il futuro?

Per il futuro stay tuned.

Naviglio Milano su IG

Testo di Noemi Soloperto