MEAZZA

Di Noemi Soloperto

30 aprile 2021

Ciao Meazza,
caspita hai un nome importante: come lo stadio!

  • È da poco uscito il tuo terzo singolo Le parti peggiori; ho letto da qualche parte che questa canzone parla di amori travolgenti e dolori e sofferenze forti, a volte anche più del sentimento stesso. È una trasposizione delle tue emozioni? Come se fosse un modo per esorcizzare il malessere?

Assolutamente si’. È stato un modo per fare i conti con me stesso. Oggi grazie anche a questo brano ho una relazione sana con la mia compagna e mi ritengo una persona più equilibrata.

  • Se parliamo di esorcizzare, mi pare doveroso porti una domanda riguardo al LOVE TEST (fatelo cliccando qui) con cui avete deciso di fare propaganda al singolo. Come è nata questa idea?

Il love test è un’idea che ci è venuta discutendo in team. Abbiamo voluto creare un qualcosa che portasse l’ascoltatore ad interagire in modo creativo con Le Parti Peggiori. Il risultato è un Love test auto ironico che punta anche a smorzare la pesantezza della tematica.

  • Al netto di queste due domande, pare di capire che Le parti peggiori sia un brano che mette in relazione due concetti contrapposti, il dolore legato ai rapporti umani che non funzionano con modo più leggero di affrontare la questione. Il testo malinconico e la base pop sono il chiaro manifesto di questa antitesi. Come hai declinato questo in chiave estetica, quindi nel video e nella copertina del singolo?

Abbiamo deciso di dare questa veste di “contrasto” come hai detto tu. Ci piaceva l’idea di portare l’ascoltatore in una dimensione spensierata e di scuotere con le parole. Un po’ come per l’effetto dei film horror quando senti le filastrocche. Il resto è venuto da se’. Nel video abbiamo puntato sull’utilizzo di molti colori e nella copertina, lo street artist Mario Jin, ha deciso di rappresentare due manichini del crash test che si amano.

Meazza su Spotify – su IG 

Intervista di Noemi Soloperto 

Press Office Clarissa D’Avena