SURESH SERAFINI

Di Greta Pallotti

12 luglio 2021

Guardare oltre: Suresh Serafini fotografa momenti di vita quotidiana sia con il telefono, sia con la macchina fotografica ricercando sempre frammenti anticonvenzionali. 

Ciao Suresh, sono contenta di rivederti. Come stai?

Fisicamente bene,  moralmente un po’ meno.

Come mai?

Attualmente ho chiari gli obiettivi che vorrei raggiungere, e questo sicuramente è un problema, perché so qual è l’obiettivo ma non sto percorrendo la strada per raggiungerlo.

Quale sarebbe la strada giusta da intraprendere?

Sicuramente quella di poter svolgere la mia passione e professione, come l’ho sempre sognata. Saper raccontare e documentare liberamente quello che vivo ad oggi è una cosa che non sto facendo. La mia passione si è  trasformata nella mia professione ed ormai faccio il fotografo per vivere.

Guardando le tue foto non si direbbe che passione e professione sono distinte. Come fai a nasconderlo cosi bene?

La condizione giusta per me sarebbe estraniarmi dalla realtà. Io quando faccio le mie foto non seguo più tecnica, commissioni, esposizione, nulla.

Faccio l’opposto di quello che svolgo regolarmente e mi diverto un sacco!

Ci sono dei capisaldi nella tua fotografia?

Il principio su cui si basano le mie foto è la libertà.

Per me, ogni volta che scatto una foto la cosa più importante è proprio la libertà di riprendere il momento con qualsiasi cosa ho sotto mano. Dalla macchina fotografica, al FaceTime del computer. La mia fotografia è senza linee guida.

Ti ispiri mai ad altri fotografi?

Tutti i giorni.  Le mie foto sono frutto dell’ispirazione che prendo da altri fotografi.

Ricopiare non è un furto ma un dovere, secondo me è giustissimo e sacrosanto ispirarsi e poi riportare magari la propria visione.

Quali soggetti ami fotografare principalmente?

Non ho soggetti preferiti,  posso fotografare una strada vuota, una parte del copro, una schiena o delle nuvole. Tutto quello che in alcuni momenti vale la pena fotografare e mi ispira.

Hai uno stile che ti rappresenta?

In generale è la street-photography, amo la casualità e quello cose che non si può prevedere.

Anche nella foto di moda, cerco di riportare questo concetto “street”, lavorando molto sull’interazione con il modello perché penso che bisogna elevare la fotografia “fashion” su un livello più emozionale e reale.

Attualmente stai lavorando a qualche progetto?

No attualmente non sto lavorando ad un progetto, perché lascio che sia la casualità a creare le mie foto, senza seguire per forza un filone anche per lungo tempo. Fondamentalmente, ogni foto è disconnessa da quella fatta in precenza. Non voglio dover collegare tutte le mie foto obbligatoriamente per realizzare una serie o un discorso continuativo nel tempo.

SURESH SERAFINI su IG

Testo di Greta Pallotti