A CONVO WITH PLASTICPECO

Di Giovanna D’Apuzzo

06 Aprile 2022

ITAENG

Happy Birthday! (2021)

Chi è plasticpeco? 

One in two billion nights

                            it’s my eyes

One in two billionth of the waves

                            it’s my teardrops

One in two billionth of the wind 

                            it’s my breath

One in two billionth of me

                            is it still me?

One in two billionth of the light

                            it’s my loneliness

                            covering the land 

                            calling to you

 

(poem by plasticpeco)

Mermaid Dog (2020)

Hai una formazione nel campo dell’arte o dell’illustrazione o sei un’artista autodidatta? 

Ho conseguito una laurea di secondo livello in Illustrazione nel 2019. In realtà ho anche una laurea in Computer Science and Technology. Fin da quando ero bambina, la maggior parte del mio tempo scolastico era concentrata sugli studi scientifici (come matematica, chimica, fisica, ecc.). Anche se dedicavo quasi tutto il mio tempo libero alla musica, ai manga, all’animazione e a disegnare, non avrei mai pensato di poter diventare una studentessa d’arte in quel momento. È difficile da spiegare… Sono nata in una piccola città della Cina e la maggior parte delle persone qui tende a richiedere ai propri figli di imparare qualcosa di pratico, al fine di ottenere un reddito o uno status sociale migliori. Non avevo idea dell’arte in tali circostanze. Ero completamente assorbita dall’animazione giapponese e ogni giorno mi divertivo a disegnare le mie storie e i miei personaggi.

Delicious fire strawberry (2021)

Le cose hanno iniziato a cambiare quando ho sofferto di una grave depressione subito dopo l’ingresso al periodo pre-universitario. Non riuscivo a dormire la notte e non potevo fare a meno di pensare che avrei dovuto fare qualcos’altro, qualcosa di più adatto a me per esprimere i miei sentimenti e la mia immaginazione. Ma ciò è avvenuto solo dopo aver finito i miei studi pre-universitari: in quel momento ho deciso di fare un tentativo nel campo dell’arte. L’illustrazione è stata una scelta naturale perché amavo davvero disegnare e in quel momento non conoscevo nient’altro. 

Ma una volta andata alla scuola d’arte non ho fatto molto di illustrazione. Mi sentivo così eccitata per tutto quello che vedevo e sentivo a scuola. Era la prima volta che avevo la possibilità di imparare ed esplorare tante cose sull’arte. Anche le tracce che ho caricato su Soundcloud sono state fatte in quei due anni. Ero più interessata a sperimentare piuttosto che diventare un’illustratrice professionista.

The chairs of childhood, the butterflies of memory flashing like stars (2022)

Qual è l’ispirazione dietro i tuoi soggetti? 

I ricordi relativi alla mia infanzia mi ritornano spesso in mente. Sento una grande risonanza con la descrizione del Medio Occidente scritta ne Il grande Gatsby:

«Povero bastardo» disse.

Tra i miei ricordi più vivi ci sono i miei ritorni a casa dal liceo e poi dall’università per le vacanze di Natale. Quelli che andavano oltre Chicago si riunivano nella vecchia Union Station semibuia alle sei di una sera di dicembre con qualche amico di Chicago, già avvolti nell’allegria delle vacanze, a dar loro un frettoloso saluto. Ricordo le pellicce delle ragazze che ritornavano dalla signorina tale e talaltra, il cicaleccio degli aliti gelati, mani che si alzano a salutare quando si rivedevano vecchi amici e lo scambio di inviti: “Vai dagli Ordway? Dagli Hersey? Dagli Schultz?” e i lunghi biglietti verdi tenuti stretti dalle nostre mani guantate. E alla fine le sporche vetture gialle della ferrovia Chicago, Milwaukee e Saint Paul, allegre come il Natale, sulle rotaie a fianco del cancello d’ingresso.

Mentre ci inoltravamo nel vento notturno e la vera neve, la nostra neve, incominciava a stendersi al nostro fianco e ad ammiccare contro i finestrini, e le luci fioche delle stazioncine del Wisconsin ci passavano accanto, l’aria diventava improvvisamente e stranamente aspra e tonificante. Ne aspiravamo boccate profonde mentre uscivamo dalla sala da pranzo nei vestiboli freddi, consapevoli, per un momento strano, della nostra identità con questa regione, prima di fonderci di nuovo in essa inscindibilmente.

Questo è il mio Middle West; non il grano né le praterie né le città svedesi scomparse, ma gli emozionanti treni di ritorno della mia gioventù e i lampioni delle strade e i campanelli delle slitte nel buio brinato e le ombre delle corone di agrifoglio gettate dalle finestre illuminate sulla neve. Io faccio parte di tutto questo, un poco solenne per la sensazione di quei lunghi inverni, un poco compiaciuto di essere cresciuto nella casa dei Carraway in una città dove le dimore sono ancora da decadi chiamate col nome di famiglia. Mi accorgo adesso che questa è stata una storia del West, dopo tutto: Tom e Gatsby, Daisy e Jordan e io eravamo tutti del West e forse soffrivamo di qualche deficienza che ci rendeva sottilmente inadatti alla vita dell’Est.”

(Il Grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald)

Home (2022)

Amo la mia città natale, anche se poco sviluppata. Onestamente non so perché. Sento di aver vissuto un momento prezioso in questa piccola città. Ho osservato ed esplorato questo posto da quando ero una bambina ed è qui che sono nate le prime impressioni, emozioni e sentimenti. Ho lasciato la mia città natale per ricevere un’istruzione migliore dopo aver finito la scuola elementare. Sono andata lontano: Changsha, Nanjing, Shanghai e finalmente gli Stati Uniti. Ogni volta che incontro luoghi nuovi e sconosciuti i sentimenti per la mia città e la mia infanzia generano qualcosa che è molto difficile da descrivere con parole, ma che mi piace disegnare.

Ora vivo nella mia città natale. La pandemia del COVID-19 ha rappresentato il periodo di tempo più lungo nel quale ho soggiornato nella mia città negli ultimi 16 anni. Quello che mi ha sorpreso è che hanno iniziato a mancarmi le città in cui ho vissuto. “Città natale” è diventato un concetto nella mia memoria, non più un luogo reale ed esistente. Ho realizzato che mi piace tornare indietro nel passato, “back into those details that do not exist in anybody’s head but mine. Childhood, then, is a magical source that lies between shadow and light, so deeply embedded in the past that it is always possible to evoke it with new shadings that may fall into the realm of dreams.” 

(Estratto della poesia Sargon Boulus – Knife Sharpener, P15-16).

Doglover (2022)

Cosa puoi dirmi riguardo la produzione tecnica dei tuoi lavori, quali strumenti usi? 

Uso alcune tecniche molto semplici e di base, strumenti molto comuni. Preferisco sperimentare con più materiali che con uno specifico. Ci vuole un po’ di pazienza per scoprire cosa mi piace in ogni mezzo, ma la sperimentazione mi piace. Per il disegno a mano uso guazzo, acquerello, matite colorate, pastelli, penna a sfera, ecc. Per il disegno digitale uso principalmente due app su iPad: Procreate e Adobe Fresco.

Preferisci la stampa o il digitale? 

Il digitale è adatto per la diffusione del lavoro e penso sempre che essere visti dagli altri sia molto importante, ma mi piace anche il tocco fisico della stampa e la sua sensazione realistica di possesso.

Type Without Thinking

Mentre le tue creazioni in ceramica? Perché hai scelto questo materiale? 

Mi interessa più ciò che posso sperimentare durante il processo che ciò che posso raggiungere alla fine di esso. Ogni volta che inizio a creare, nella mia mente c’è sempre cosa posso sperimentare, non cosa apparirà alla fine del lavoro. Mi piace la natura incontrollabile della ceramica. Si può sperimentare molto con questo materiale ed è difficile prevedere l’aspetto finale. Ad esempio, in questo pezzo ho imparato la tecnica da un artista giapponese, Naoki Nomura, e ho provato a mescolare il sottosmalto con lo smalto per poi ottenere un effetto sorpresa sulla schiena del bambino che è stato difficile replicare. 

Il tuo artista, film (o cartone animato) e musicista preferito

Amo davvero il lavoro realizzato da nhorzagri tra il 2013 e il 2016, in cui esplora la forma di una storia e cerca di estendere le barriere di un libro. Qui e qui puoi trovare i suoi lavori.

Amo anche il lavoro di peiyuuuue, che ho scoperto sul suo Instagram. I suoi lavori danno una sensazione ruvida e infantile ma hanno anche molta sincerità e bellezza. Avverto sempre amore, felicità e speranza dai suoi post.

I miei anime preferiti sono Kaiba e Ping Pong di Masaaki Yuasa.

Infine amo i Fishmans! Il loro live album “98.12.28 男達の別れ” è il mio preferito

My angel (2020)

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